il Pagadebit di Romagna

Il pagadebit deve il suo nome al relativo vitigno di appartenenza, tanto prosperoso da far si che chi ne raccoglieva l’uva per poi farne vino riusciva sempre  a  “pagarsi i debiti”.

Questo vitigno negli anni ‘60 rischiava di morire, solo grazie all’intervento di alcuni vignaioli unito alle  nuove tecniche di impianto a disposizione, è riuscito a salvarsi risorgendo più fiero e maestoso che mai.

La peculiarità di questo vitigno stà nel restituire sempre e comunque uva bella e poderosa, incurante delle stagioni poco soleggiate e delle intemperie più dannose, il Pagadebit riesce sempre a restituire ottime vendemmie  a differenza di molti  altri vitigni che risentono molto di più di questi fattori.
L’area vitata è compresa nella fascia collinare del ravennate, riminese e nel forlivese-cesenate, in particolare nei comuni di Bertinoro e Castrocaro Terme ed è uno dei vini DOC italiani al quale è imposto l’obbligo di riportare in etichetta l’annata di produzione  delle uve, come stabilito da normative salvaguardate dall’Ente Tutela Vini di Romagna di Faenza.

Il Pagadebit lo troviamo commercializzato nelle seguenti tipologie:

– SECCO - Colore giallo paglierino scarico dai riflessi che variano dal verdolino al dorato, brillante e vivo, tranquillo; profumo tipico e caratteristico di biancospino e felce, ottima intensità e persistenza, gradevole; al palato è decisamente secco, ottima freschezza senza essere aggressiva, equilibrato ed armonico, netti aromi erbacei e leggero fondo floreale, piacevole e delicato ma con stoffa e carattere.
Titolo alcolometrico minimo di 10,5%, mentre per la denominazione ’bertinoro’ è di 11,5%; è ammessa anche la produzione nel tipo ‘frizzante naturale”. Servire a 8/10°C in brillanti calici stappato al momento. Gradisce un rapido passaggio in botte ed un breve affinamento, poiché è vino che vuol essere colto durante la sua splendida giovinezza, anche se superbo ed etereo dopo 18/20 mesi. Antipasti delicati di prosciutto e culatello, uova, verdure e pesce, ma è con le minestre quali, passatelli, tortellini, zuppa imperiale, creme e vellutate della grande cucina che esprime peculiarità uniche e fini. Gamberi d’acqua dolce e crostacei in genere con salse delicate, è inimmaginabile, così pure con formaggi teneri e freschi!

– AMABILE – È giallo paglierino abbastanza intenso con riflessi dorati e sottilmente ramati dal caratteristico profumo di biancospino, delicato e persistente, fine ed avvolgente; “dolcezza” leggera e sottile con marcato aroma erbaceo che la freschezza non eccessiva rende armonico ed equilibrato. Titolo alcolometrico minimo di 11% mentre per la denominazione ‘Bertinoro’ è di 11,5%, inoltre se ne produce una limitata quantità anche nella vesta di ‘frizzante naturale’. Da fine pasto, soprattutto con pasticceria secca e da forno, torta di riso, crostate di frutta bianca e dolci al cucchiaio delicati e poco elaborati. Stappare al momento e servire in stretti e luminosi calici a 8/10°C.

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