AMARONE CINESE…?

Il principale centro ricerche Cinese, conosciuto con il nome di Beijing Genomic Institute grazie ad un finanziamento pari a 100 milioni di dollari ha annunciato di voler “sequenziare” nei prossimi 2 anni una cosa come 1.000 genomi tra animali e vegetali.


Questa impresa, che conoscendo il popolo cinese ha sicure fondamenta, sarà realizzata grazie ad una equipe di 500 ricercatori dotata di 130 sequenziatori di ultima generazione.
Dopo aver sequenziato il DNA del riso già nel 2002,del melone a 2009 concluso e del panda solo alcune, settimane fà, gli stessi ricercatori si preparano a sequenziare (tra i nuovi 500 genomi a disposizione) anche il DNA del nostro Amarone partendo dal primo vitigno autoctono: la Corvina, bacca tipica per la produzione di Amarone.
Questo “lavoro” conta di essere terminato entro i prossimi 2 anni per motivi ben precisi, ovvero il ripsetto di questa data permetterebbe ai ricercatori cinesi di capine i segreti più inesplorati dell’Amarone ed al contempo acquisire un vantaggio conoscitivo che si rivelerebbe irraggiungibile dai paesi che hanno si centri di ricerca simili, ma sicuramente non cosi operativi, quantomeno ad oggi.
Su questo argomento si sono già espressi i docenti dell’università di Verona definendo questa strategia della Cina il primo passo per sperimetare la produzione anche in grande quantità di Amarone, entrando così in concorrenza diretta con il made in italy che contraddistingue il Bel Paese nel mondo e proprio per questo motivo Orvit,Società per la valorizzazione dei vini veronesi ha commissionato la ricerca sviluppata presso il Centro di Genomica Funzionale che è stato costituito grazie al sostegno della Fondazione Cariverona per lo sviluppo della ricerca di base.
Amarone, orgoglio italiano

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